| LA PACE. Il silenzio. Lo splendore di una natura incontaminata. La semplice bellezza degli antichi borghi contadini. In lontananza, il profilo delle montagne innevate, e nel cielo, a sera, un tripudio di stelle così vicine che pare di poterle toccare con una mano. Eppure l’autostrada è molto vicina. Roma è a un’ora e mezza. Napoli a 40 minuti. La Reggia di Caserta a 20. E tutte le più famose località turistiche della Campania Pompei, Sorrento, il Vesuvio, Capri, Positano, Ischia e Paestum si possono raggiungere molto velocemente. Il Mesogheo può essere il vostro campo base per gite di un giorno in tutti questi celebratissimmi luoghi. Tornare a sera sarà piacevolissimo. LA LOCALITA'. Qui una volta c’erano i Sanniti Pentri, popolo di montanari fieri e combattivi che a lungo contesero a Roma il dominio dell’Italia. Sulla costa, a Cuma, c’erano i Greci, che non osavano avventurarsi nell’interno, ma che pure con i Sanniti intrattenevano proficui rapporti commerciali. Dall’incontro di queste due civiltà nacque un dono meraviglioso che ancora oggi è possibile gustare, un vino rosso, robusto e profumato, uno dei più antichi d’Italia, che anche nel nome rivela le sue nobili origini, l’aglianico, cioè ellenikòn, ovverosia greco, che sotto il Taburno ha trovato il suo habitat ideale e da oltre duemila anni accompagna squisiti banchetti campagnoli. La zona è perfetta per piacevoli scampagnate, per passeggiate ed escursioni. Tra dolci colline, tra vigne ed uliveti e campi di tabacco, è bello scoprire antichi paesi e città. Come Sant’Agata dei Goti, dall’intatto elegantissimo centro storico. Come Morcone, arroccata sull’ultimo cocuzzolo che separa le province di Benevento e Campobasso, e dove ai primi di gennaio tutta la popolazione partecipa alla messa in scena di uno dei più bei presepi viventi d’Italia. Come Guardia Sanframondi, terra di grandi vini dove ogni sette anni, a Ferragosto, si tiene l’incredibile processione penitenziale dei battenti in onore dell’Assunta. Come Cerreto Sannita, famosa per le ceramiche di gusto inconfondibilmente settecentesco, una piccola città costruita dai Borbone nel XVXXX secolo su una perfetta pianta ortogonale. E come Benevento, il capoluogo, città di antichissime origine, ornata di monumenti romani come l’Arco di Traiano, che custodisce caso pressocchè unico concrete memorie della lunga dominazione longobarda, e si ammanta di remote, fascinose leggende, come quella del magico noce presso il quale si davano convegno le streghe per il sabba. GASTRONOMIA. I vini del Sannio sono tra i più celebrati d’Italia. Abbiamo già detto dell’Aglianico del Taburno, principe dei rossi, cui bisognerà aggiungere il Solopaca e il Barbera del Sannio. Tra i bianchi il più apprezzato è la Falangina, dal colore paglierino con sfumature verdi e dal gusto acidulo, piacevolmente beverino. Cantine di tutto rispetto e vignaioli lodati dalle migliori guide di settore, i quali producono anche preziose grappe monovitigno, vino alle noci e sorprendenti spumanti si trovano a Santa’Agate dei Goti, a Castelvenere, a Ponte, a Dugenta, a Foglianise, a Torrecuso, tutte località a brevissima distanza dal Mesogheo. Tra i prdotti tipici vanno annoverati l’ottimo olio extravergine di oliva (spremitura a freddo), i formaggi e i latticini, i taralli e tutti gli altri derivati del pane, le carni succulente, nonché i dolci tipici, tra cui spiccano i prelibati torroni. Quando poi si arriva alla frutta, non può mancare sulla tavola il prodotto più caratteristico della zona, la mela annurca, brutta ma buona. |
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